Un altro giornalismo è possibile?

Massimo Sebastiani e Alessio Jacona scrivono sull’Ansa un articolo che parla di giornalimo e intelligenza artificiale.

Dopo i vari usi dell’IA che già da diversi anni il giornalismo ha fatto (dal Washington Post alle agenzie Ap, Reuters, Efe e ANSA), arriva ora un tentativo-esperimento unico nel suo genere: il Foglio AI, ovvero un giornale vero e proprio fatto tutto con l’Intelligenza Artificiale ovviamente rispondendo a domande dei giornalisti e con un fine tuning della redazione. L’esperimento, iniziato il 18 marzo, terminerà dopo un mese. Intanto, che effetto fa? Ne parliamo con Alessio Jacona in questa puntata di Fabbrica delle Realtà e già che ci siamo facciamo anche il punto sulla disputa tra OpenAI e New York Times, parliamo della nuova vita di quello che un tempo si chiamava Serp (cioè la pagina che Google ci restituisce con tutti i vari link come riposta ad una nostra ricerca) presentando la novità Google AI Overview, e torniamo sul tema cruciale della creatività e delle minacce che incombono su di essa: al centro della questione stavolta c’è nientemeno che Hayao Miyazaki, maestro dell’animazione giapponese e mondiale che con il so studio Ghibli ha rivoluzionato il mondo dell’animazione.

Nomine Mps attese per lunedì

Tra lunedì e martedì il sindaco Nicoletta Fabio annuncerà i nomi dei due uomini e delle due donne per la deputazione generale della Fondazione Monte dei Paschi. Se tra i nominati ci saranno candidati che hanno presentato i rispettivi cv dopo la riapertura dell’avviso pubblico si capirà perché c’è stata questa mossa a sorpresa.

Molti italiani a rischio povertà

Nonostante la ripresa economica e il lieve miglioramento del mercato del lavoro, il disagio sociale in Italia resta su livelli allarmanti. Il totale degli italiani a rischio povertà, indigenza o esclusione sociale – disoccupati, precari, lavoratori sottoccupati o con contratti deboli – è rimasto sostanzialmente invariato: 8 milioni e 550mila persone, solo 2mila in più rispetto all’anno precedente. È il lavoro povero a crescere e ad alimentare l’area di disagio sociale, rimasta stabile nonostante la riduzione della disoccupazione. È quanto emerge da un report del Centro studi di Unimpresa, secondo cui la componente dei disoccupati registra un miglioramento significativo: in totale, coloro che sono senza lavoro scendono da 1 milione e 947mila del 2023 a 1 milione e 664mila nel 2024, con una riduzione di 283mila unità (-17%). In particolare, calano sensibilmente gli ex occupati (-21,5%) e le persone in cerca della prima occupazione (-9,8%). Ma a fronte di questo calo della disoccupazione, cresce la quota di occupati in condizioni lavorative fragili. È il cosiddetto “lavoro povero”: chi ha un impiego, ma vive comunque in condizioni economiche precarie ovvero i “working poor”. Nel 2024, sono 6 milioni e 886mila gli italiani in questa condizione, 285mila in più rispetto all’anno precedente (+4,1%). A trainare questa crescita sono soprattutto i contratti a termine a tempo pieno, saliti da 2 milioni e 21mila a 2 milioni e 554mila (+20,9%). In calo, invece, i contratti part time a termine (-20,1%) e quelli a tempo indeterminato ma part time involontario (-4,9%). Segno che aumenta il lavoro “a scadenza”, ma anche che persiste un diffuso fenomeno di sottoccupazione, in particolare tra le donne. Si osserva, inoltre, un leggero aumento delle collaborazioni (+10,8%) e una sostanziale stabilità tra i lavoratori autonomi part time. Entrambe categorie spesso escluse da tutele e con redditi altalenanti. Il dato più allarmante, però, è che – a fronte di dinamiche interne in evoluzione – la “platea del disagio sociale” resta inchiodata sopra quota 8,5 milioni. Un’area che rappresenta una fascia di popolazione ampia e trasversale, in bilico tra occupazione e povertà, e che fotografa una fragilità strutturale del nostro mercato del lavoro. «La fotografia che emerge è quella di un’Italia che si muove, ma resta ferma: meno disoccupati, più contratti, ma nessun passo avanti reale nella riduzione della povertà. È una fragilità strutturale. Il rischio è che le riforme del lavoro e gli incentivi all’occupazione non bastino, se non si affronta con decisione il nodo dei salari bassi – da migliorare con un aumento della produttività delle imprese e una forte riduzione della pressione fiscale – della precarietà e della mancanza di protezione per milioni di lavoratori invisibili. Situazioni drammatiche di cui mi accorgo quotidianamente, passeggiando per strada, frequentando le parrocchie e i centri di aiuto: ci sono persone che si nascondono, che non hanno nemmeno il coraggio di chiedere aiuto e questo è un aspetto da considerare a fondo, che deve imporre ragionamenti e riflessioni da parte delle istituzioni» commenta il presidente onorario di Unimpresa, Paolo Longobardi.

Secondo il Centro studi di Unimpresa, che ha rielaborato dati Istat, nel 2024, l’area del disagio sociale in Italia coinvolge complessivamente 8.550.000 persone, un dato praticamente identico a quello dell’anno precedente, quando si contavano 8.548.000 individui in condizioni di fragilità economica e occupazionale. La variazione complessiva è quindi minima: appena 2.000 unità in più, pari a uno 0,0% di crescita. Tuttavia, all’interno di questo dato stabile si osservano dinamiche molto significative. La componente dei disoccupati, che include chi ha perso il lavoro, chi era inattivo e chi cerca la prima occupazione, è scesa nel complesso da 1.947.000 a 1.664.000 unità, con un calo di 283.000 persone pari al 17,0% su base annua. Nello specifico, gli ex occupati sono passati da 1.055.000 a 868.000, con una riduzione di 187.000 unità pari al 21,5%. Gli ex inattivi, ovvero coloro che non cercavano lavoro ma hanno cominciato a farlo, sono diminuiti da 390.000 a 339.000, segnando un calo di 51.000 unità pari al 15,0%. Anche il numero delle persone in cerca della prima occupazione è sceso da 502.000 a 457.000, con una riduzione di 45.000 persone pari al 9,8%. Parallelamente, cresce invece la quota di occupati che si trovano comunque in una condizione di disagio, ovvero persone che pur lavorando vivono situazioni di precarietà o redditi insufficienti. Questi lavoratori sono saliti da 6.601.000 nel 2023 a 6.886.000 nel 2024, con un aumento di 285.000 unità, pari a una crescita del 4,1%. All’interno di questo gruppo, i lavoratori a termine con orario part time sono scesi da 920.000 a 766.000, con una contrazione di 154.000 unità pari al 20,1%, mentre i contratti a termine a tempo pieno sono cresciuti in modo molto consistente, passando da 2.021.000 a 2.554.000, con un aumento di 533.000 persone pari al 20,9%. Diminuiscono anche i lavoratori a tempo indeterminato con part time involontario, passati da 2.655.000 a 2.530.000, con una riduzione di 125.000 unità pari al 4,9%. Crescono invece i collaboratori, da 248.000 a 278.000, con un aumento di 30.000 unità pari al 10,8%. Gli autonomi part time restano sostanzialmente stabili, passando da 757.000 a 758.000, con una variazione minima di appena 1.000 unità, pari allo 0,1%. Il quadro generale che emerge è quello di un disagio sociale diffuso e strutturale, che nonostante il calo dei disoccupati non accenna a ridursi, poiché il miglioramento dei dati sull’occupazione è in gran parte assorbito dalla crescita di forme di lavoro precarie, temporanee e a basso reddito.

Banche, cambia tutto

BANCHE: UNIMPRESA, DA APRILE A GIUGNO DATE CRUCIALI PER RIDISEGNARE EQUILIBRI SETTORE = Roma, 28 mar. (Adnkronos) – ”Il panorama bancario italiano si prepara a un mese di aprile cruciale, seguito da un maggio e un giugno altrettanto densi di appuntamenti che potrebbero ridisegnare gli equilibri del settore”. È quanto emerge da un report finanziario del centro studi di UNIMPRESA, secondo cui ”il risiko bancario, che da tempo tiene con il fiato sospeso analisti e investitori, entra ora in una fase operativa, con una serie di scadenze ravvicinate che metteranno alla prova la capacità di execution degli istituti coinvolti”. ”Tra assemblee, offerte pubbliche e finestre temporali ancora da definire con precisione, il calendario delle operazioni finanziarie si presenta come un intricato puzzle, con implicazioni che potrebbero riverberarsi a lungo termine”, osserva l’associazione. Il cronoprogramma tracciato dal centro studi di UNIMPRESA parte con l’offerta di Banco Bpm su Anima sgr, ”uno dei principali gestori patrimoniali italiani, si chiuderà il prossimo 4 aprile. Si tratta di un’operazione che rappresenta un’eccezione nel panorama attuale, essendo l’unica con una data certa di conclusione”. L’esito di questa mossa potrebbe ”rafforzare la posizione di Banco Bpm nel segmento del risparmio gestito, ma anche fornire indicazioni sulle strategie future dell’istituto guidato da Giuseppe Castagna, da tempo al centro delle speculazioni di mercato”, spiega UNIMPRESA. Più avanti, a metà maggio, dovrebbe prendere il via l’offerta di UniCredit su Banco Bpm, con una chiusura prevista nella prima metà di giugno. L’operazione, se confermata, ”segnerebbe un passo decisivo nel consolidamento del settore bancario italiano, con UniCredit che punta a rafforzare la propria leadership sotto la guida di Andrea Orcel”.

Un altro appuntamento chiave è fissato per il 17 aprile, quando l’assemblea di Monte dei Paschi di Siena sarà chiamata a deliberare sull’aumento di capitale. L’offerta, che dovrebbe concretizzarsi a giugno, vede Mediobanca tra i protagonisti, in ”un’operazione che potrebbe stabilizzare ulteriormente la banca senese dopo anni di incertezze”, dichiara UNIMPRESA. La riuscita di questa mossa ”sarà fondamentale non solo per Mps, ma anche per il Tesoro, ancora azionista di riferimento, che guarda a una progressiva uscita dal capitale. Sempre il 17 aprile, Banca Ifis terrà la propria assemblea, un passaggio propedeutico all’offerta su Illimity, attesa tra metà maggio e giugno”. L’operazione si inserisce in un contesto di ”crescente interesse per il segmento delle banche digitali e innovative, con Ifis che cerca di ampliare il proprio raggio d’azione in un mercato sempre più competitivo”, spiega l’associazione. Il giorno successivo, il 18 aprile, sarà la volta dell’assemblea di Bper, che prepara il terreno per un’offerta su Popolare Sondrio, prevista tra maggio e la prima metà di giugno. Anche qui, la finestra temporale resta indicativa, ma l’eventuale successo dell’operazione ”potrebbe consolidare il ruolo di Bper tra i big del credito italiano, in un’ottica di aggregazione che guarda al Nord Italia. In questo intreccio di date, spicca anche l’assemblea di Generali, in programma il 24 aprile, questione che si incrocia con la partita di Mps su Mediobanca ovvero il principale azionista proprio del Leone di Trieste”.

A Lucca si parla della Notte di San Bartolomeo

Le dittature serrano i cuori. L’omicidio di Giovanni Becciolini e la furia fascista della notte di San Bartolomeo” è il titolo del libro di Stefano Bisi (edizioni Betti), che sarà presentato a Palazzo Ducale (Sala di Rappresentanza), a Lucca; venerdì 28 marzo, alle 17, e che vedrà la partecipazione, oltre che dell’autore, di Alessandro Antonelli, di Roberto Pizzi e di Luciano Luciani, che dialogheranno con Bisi. Lo scrive Versilia Post, che ringrazio per l’attenzione