Sfogliamo i giornali del 9 marzo

Aperture dei giornali di oggi dedicate al piano italiano per la difesa, con il governo che vuole arruolare 40mila nuovi soldati. Intanto, Trump sarebbe pronto a interrompere le esercitazioni militari della Nato. Ondata di raid russi sull’Ucraina, che senza intelligence Usa subisce l’avanzata nel Kursk. Monito di Mattarella sul nucleare: “Da Mosca e Pyongyang narrative pericolose”. Infine, i cortei per l’8 marzo a Roma e in altre città: “Il ddl sul femminicidio non fermerà il patriarcato”.

Sfogliamo i quotidiani dell’8 marzo

Le aperture dei giornali dell’8 marzo sono dedicate allo scontro tra governo e magistratura sul caso Diciotti. La Cassazione ha deciso che i migranti trattenuti sulla nave devono essere risarciti. Critiche dalla premier Meloni, ira di Salvini: “Decisione vergognosa”. La giudice Cassano: “Insulti inaccettabili”. Violenza sulle donne, via libera in Cdm al disegno di legge sul reato di femminicidio: sarà punibile con l’ergastolo. Ucraina, Trump minaccia la Russia di nuove sanzioni e Putin si dice pronto a una “tregua condizionata”.

Sfogliamo i giornali del 7 marzo

È sempre il piano di riarmo dell’Unione europea ad aprire le prime paginw dei giornali in edicola oggi. Col sì di Meloni arriva il via libera di Bruxelles, ma la premier italiana avvisa: “Non si usino i fondi di coesione”. Putin, intanto, minaccia Macron: “Farà la fine di Napoleone”. In evidenza anche le prime parole di Papa Francesco dal ricovero al Gemelli, trasmesse in un audio a San Pietro. Spazio, infine, al taglio dei tassi della Bce e al successo in extremis delle romane in Europa League mentre la Fiorentina è caduta ad Atene in Conference.

Sfogliamo i giornali del 6 marzo

Il tema della difesa in Europa domina l’apertura dei giornali. Dopo la presentazione del piano di riarmo europeo proposto da Ursula von der Leyen, il governo si divide. Spazio alla notizia della morte del giornalista sportivo Bruno Pizzul, “voce garbata del calcio”. Le condizioni di Papa Francesco: “Stabile, nessuna crisi respiratoria”. L’inchiesta sull’urbanistica a Milano: arrestato l’ex dirigente comunale Oggioni per corruzione, mentre il sindaco Sala “rinuncia al Salva Milano”.

Sfogliamo i giornali del 4 marzo

Sono le mosse di Donald Trump a dominare le aperture dei giornali. Il presidente Usa accelera sui dazi e sospende gli aiuti all’Ucraina, mettendo nuovamente nel mirino Volodymyyr Zelensky: “Non vuole la pace, non lo tollererò a lungo”. Ansia per le condizioni di Papa Francesco, alle prese ieri con due crisi respiratorie acute. In evidenza anche il cordoglio per la scomparsa di Eleonora Giorgi e il successo che rilancia la Juventus, alla quinta vittoria consecutiva in campionato col 2-0 al Verona.

Sfogliamo i quotidiani del 3 marzo

Sfogliamo i giornali. Il vertice sull’Ucraina di Londra, a cui hanno partecipato i leader Ue tra cui la premier Meloni. Proposto un piano per la pace: “Tregua di un mese e coalizione dei volenterosi”. Starmer e Macron: “Lo presenteremo a Trump”. Meloni frena: “L’Occidente resti unito”. Le condizioni di Papa Francesco: “Nessun segno dell’ultima crisi”. Trionfo di Federica Brignone nel SuperG a Kvitfjell, terzo posto per Sofia Goggia. MotoGp: Marc Marquez vince la prima gara della stagione 2025 al GP Thailandia.

Sfogliamo i giornali del 2 marzo

In apertura dei giornali, la telefonata tra Meloni e Trump in vista del vertice a Londra di oggi tra Zelensky e gli alleati europei. La premier, presente nella capitale inglese, vuole rilanciare l’ipotesi di un summit tra Usa e Ue. Starmer intanto accoglie il leader ucraino, reduce dallo scontro nello Studio Ovale: “Con Kiev fino alla fine”. Poi le condizioni del Papa, tornato stabile: “Non ha febbre e non è allettato”. Infine la Serie A: finisce 1-1 la sfida Scudetto tra Napoli e Inter.

Sfogliamo i giornali del primo marzo

In apertura dei giornali lo scontro alla Casa Bianca tra Trump e Zelensky. Il presidente americano: “Ci porti alla Terza guerra mondiale, torna quando sei pronto per la pace”. Il leader ucraino: “Non sono qui a giocare a carte”. Mosca esulta, Bruxelles fa quadrato intorno a Kiev. Meloni: “Subito un vertice Usa-Ue”. Poi le condizioni del Papa, ieri colpito da una nuova crisi respiratoria. Infine il via libera del governo al decreto contro il caro bollette.

E’ vero, Mario Luzi meritava il Nobel

“E’ stato un uomo dal respiro universale ma che ha sempre mantenuto legami con la sua Toscana. Avrebbe meritato il Premio Nobel”.

Questo il ricordo che il presidente Eugenio Giani ha fatto del poeta Mario Luzi, esattamente a vent’anni dalla sua morte, avvenuta il 28 febbraio 2005.

“Se di poeti, poeti veri, poeti grandi, ce ne sono pochi al mondo – ha poi aggiunto Eugenio Giani – tra quei pochi c’è certamente lui. Una figura che spicca nel Novecento italiano per la sua lezione di bellezza, per le visioni e le emozioni che ancora ci suggerisce. Nella sua opera non è mai mancato l’impegno civile e a buon diritto si può dire che è stato un poeta civile nel senso più nobile del termine, ed è diventato un classico della nostra letteratura”.

Giani ha poi ricordato le sue amicizie e frequentazioni con tanti intellettuali come Piero Bigongiari, Alessandro Parronchi, Carlo Bo, Oreste Macrì, Leone Traverso, Cristina Campo così come la cattedra di Lingua e Letteratura Francese che ha avuto alla “Cesare Alfieri”, la Facoltà fiorentina di Scienze Politiche.

“Un impegno mai gridato il suo – ha concluso il presidente – mai nemmeno davvero rivendicato, ma che credo ci abbia reso tutti più consapevoli e attenti. Una presenza essenziale con la sua voce in momenti anche di grande sofferenza. E voglio ricordare la sua poesia letta nell’aula dove di celebrava il progetto per l’attentato di via Georgofili, quei primi versi:

Sia detta per te, Firenze,

questa nuda implorazione.

sui tuoi molti visibili e invisibili tesori

lesi nella materia,

offesi nell’essenza

Anche per questo Mario Luzi deve essere ricordato in questo ventennale della sua scomparsa e consegnato ai più giovani, come un riferimento e un esempio”.

E nell’occasione ricordiamo anche il Luzi senese, primo firmatario dell’appello di intellettuali, scienziati, politici e sportivi in difesa del Palio.